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| Terrorismo Internazionale |
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Dubai, 29 novembre 2007
Bin Laden su Al Jazeera: europei, via dell'Afghanistan
Bin Laden in tvTorna la voce dello sceicco del terrore: in un nuovo messaggio audio diffuso questa sera dalla tv satellitare del Qatar al Jazira, Osama bin Laden si rivolge questa volta ai "popoli europei", per esortarli a non sostenere la guerra in Afghanistan, di cui, a suo dire, i talebani non hanno alcuna responsabilita'.
Un messaggio che appare particolarmente cupo, poiche' diffuso ad appena due giorni dai funerali di un altro militare italiano morto in Afghanistan, il maresciallo capo del secondo reggimento pontieri di Piacenza, Daniele Paladini, 35 anni, ucciso sabato scorso in un attentato kamikaze vicino Kabul.
"Come ho detto gia' in passato, gli eventi che hanno scatenato la guerra (in Afghanistan) sono stati una risposta all'alleanza americana-islraeliana in Palestina e io me ne prendo la responsabilita"', ha detto bin Laden con un evidente riferimento agli attacchi negli Usa dell'11 settembre 2001. "In quegli eventi, gli afghani, i loro governo e il popolo non hanno alcuna responsabilita"', ha detto ancora il leader di al Qaida, il cui ultimo messaggio audio risale al 22 ottobre scorso.
"Il governo dei talebani aveva allora chiesto agli Stati Uniti di mostrare le prove del loro presunto coinvolgimento" negli attacchi a New York e Washington. "Le prove non sono state fornite e gli Stati Uniti hanno lanciato il loro attacco e l'Europa li ha seguiti. A voi europei dico: rifiutate la oppressiva politica americana", ha esortato con voce calma lo sceicco del terrore nel suo messaggio, la cui autenticita', come sempre non puo' essere provata e di cui al Jazira ha trasmesso solo alcuni estratti.
Nel messaggio bin Laden ha inoltre accusato i Paesi che partecipano al conflitto in Afghanistan di "non aver rispettato il codice di guerra: la maggior parte delle vittime dei vostri raid sono donne e bambini e voi lo sapete bene che le donne non combattono, ma le avete colpite anche in periodi di stabilita' e nei giorni di festa...per colpire il morale dei mujaheddin, ma questo non vi servira' a nulla".
Il ricercato numero uno al mondo si e' quindi appellato con enfasi direttamente ai civili, cittadini europei: "Rifiutate la politica dei vostri leader che seguono quella oppressiva della Casa Bianca".
E il commento della Casa Bianca non si e' fatto attendere: gli alleati americani della Nato hanno "ben presente cosa e' in gioco in Afghanistan e nella guerra al terrorismo", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano Sean McCormak poco dopo la diffusione del messaggio audio. Non sara' certo l'appello di bin Laden, ha detto ancora, a dividere l'Alleanza atlantica.
fonte: http://www.rainews24.rai.it |
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Lunedì, 22/10/2007
Iraq: Bin Laden ammette errori e propone unità islamica anti Usa
Un'ammissione degli 'errori' compiuti in Iraq ed un invito alle fazioni della guerriglia (tra cui anche i seguaci locali di al Qaeda) a unirsi in un fronte comune nella lotta contro gli americani.È questo il principale messaggio audio di Osama bin Laden diffuso questa sera dalla tv satellitare 'Al Jazeera'. Citando detti di Maometto, Bin Laden ha invitato i musulmani a "prestare attenzione agli infiltrati" ed ha ammesso "errori" nella lotta contro l'"occupazione straniera". Nella registrazione audio, di buona qualità e della durata complessiva di circa 5 minuti, Bin Laden ha auspicato che questo sia 'l'anno dell'unità della comunità" islamica. Il 'padre' di Al Qaeda ha esortato i miliziani a una maggiore unità: "I musulmani vogliono che vi uniate e combattiate sotto un'unica bandiera, perchè la Umma ha voglia di questo e chiede ad Allah che voi facciate questo". Bin Laden ha riconosciuto che "alcuni di voi sono indietro nel combattere il nemico" ma - ha aggiunto "il Profeta disse di stare attenti alle divisioni". Con argomentazioni tratte dal Corano e dalla Sunna, il fondatore di Al Qaeda ha affermato che l'unico criterio per la scelta dei mujahidin è quello della 'devozione" e non "i falsi nazionalismi" come quelli che legano a "un paese, a una tribù o una famiglia"."L'errore fa parte dell'umanità e anche il Profeta lo diceva - ha detto Osama - I mujahidin sono i figli di questa nazione e non devono dividersi tra loro. Ogni questione deve essere riportata ad Allah e decisa dagli Ulema e dagli sceicchi in modo che si ritrovi la riconciliazione tra i vari gruppi. Tutti i gruppi devono seguire la Sharia'.Bin Laden ha spiegato che i miliziani "possono dividersi su questioni pratiche ma debbono riunirsi su quanto ha detto il profeta" ovvero che "chi uccide sotto la bandiera delle divisioni cade nell'ignoranza". "Gli interessi di un gruppo e di un paese e della nazione islamica - ha concluso Osama - vengono prima quelli del singolo o di un paese".
Fonte: www.noipress.it |
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Giovedì 20/09/02007
Al Qaeda,nuovo video di Al Zawahiri
"Usa sconfitti in Iraq e Afghanistan"
Nuovo video di 80 minuti di Al Zawahiri. Secondo il numero due di Al Qaeda gli Stati Uniti sono andati incontro a pesanti sconfitte in Afghanistan, in Iraq, in Somalia e nel Nordafrica. "Ciò che loro definiscono la più grande potenza della storia è oggi sconfitta dall'avanguardia musulmana della jihad, sei anni dopo i due raid (aerei, ndr) su New York e Washington", ha detto Al Zawahiri.
Accanto a lui, le immagini mostrano libri religiosi e una mitragliatrice. "Gli stessi crociati sono stati testimoni della loro sconfitta in Iraq per mano dei mujaheddin, che hanno condotto la battaglia dell'Islam nel cuore del mondo islamico", commenta ancora il numero due di Al Qaeda, utilizzando quasi le stesse parole in riferimento all'Afghanistan. "Gli stessi crociati sono stati testimoni della loro sconfitta in Afghanistan per mano dei leoni talebani".
Il video si apre però con una registrazione vocale di Mohammed Atta, il leader dei dirottatori dell'11 settembre. Si tratta del primo tape di Atta dopo quello rilasciato nel 2004 della Commissione sull'11 settembre. "Nessuno si muova. Andrà tutto bene. Chiunque proverà a compiere un movimento recherà danno a se stesso e all'aereo. State calmi", dice Atta, la cui voce sembrerebbe registrata durante il dirottamento.
Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it |
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mercoledì 12/09/2007
11/9,presto terzo video di Al Qaeda
In filmato immagini delle Torri Gemelle
Al Qaeda si appresta a diramare via internet un terzo filmato per il sesto anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Lo hanno reso noto due siti online americani. Il filmato dovrebbe apparire entro le prossime 72 ore. E non ne sarà di nuovo protagonista Bin Laden bensi' l'egiziano Mustafa Abu al-Yazid, capo delle forze di Al Qaeda in Afghanistan. Nel video anche le immagini delle Torri Gemelle.
Stando a quanto annunciato dalle fonti, nel nuovo video saranno "illustrare le ragioni e i motivi degli attacchi a New York e aWashington" di sei anni fa. Le riprese comprenderanno anche un montaggio d'immagini delle Torri Gemelle del World Trade Center a Manhattan, avvolte dalle fiamme e dal fumo, e di altre dedicate a singoli individui, tra i quali re Abdullah dell'Arabia Saudita; lo stesso Bin Laden.
Ad annunciare l'imminente pubblicazione del video sarebbe stato direttamente as-Saha', il braccio mediatico di Al Qaeda checura la realizzazione di tutto il materiale propagandistico.
Fonte: http://www.tgfin.mediaset.it/mondo/articoli/articolo378996.shtml |
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venerdì, 7 settembre 2007
Sito Web preannuncia nuovo video Bin Laden per anniversario 11/9
DUBAI (Reuters) - Un sito web islamico ha annunciato oggi che presto mostrerà un nuovo video del leader di al Qaeda, Osama bin Laden, in occasione del sesto anniversario degli attacchi dell'11 Settembre negli Stati Uniti.
Il sito mostra un fermo immagine di quello che sarebbe il video, con un Bin Laden invecchiato rispetto alle foto finora disponibili.
Il sito non precisa quando il video - prodotto da al-Sahab, che si occupa dell'informazione di al Qaeda - verrà diffuso.
Bin Laden è apparso per l'ultima volta in un messaggio video trasmesso in occasione delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti nel novembre 2004. Da allora sono stati diffusi diversi messaggi audio, l'ultimo nel luglio 2006 nel quale diceva che al Qaeda avrebbe combattuto contro gli Usa in tutto il mondo.
Bin Laden e il suo vice, Ayman al-Zawahri, si nasconderebbero al confine tra Afghanistan e Pakistan.
Le forze a guida Usa cercano Bin Laden da quando hanno rovesciato il regime talebano in Afghanistan, che si rifiutava di consegnare l'uomo considerato la mente degli attacchi del 2001 agli Stati Uniti.
Il portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe, che accompagna il presidente George W. Bush al vertice dell'Apec a Sydney, ha commentato: "Sei anni dopo l'11 Settembre, gli arresti in Germania e Danimarca questa settimana, e le battaglie che combattiamo contro al Qaeda in Iraq, Afghanistan... ci ricordano la continua minaccia da parte degli estremisti e perché dobbiamo continuare a combatterli ovunque siano".
Fonte: http://today.reuters.it/News/Default.aspx |
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mercoledì, 5 settembre 2007
Germania, preparavano attentati aeroporto: tre arresti
BERLINO (Reuters) - In Germania sono state arrestate tre persone sospettate di far parte di un'organizzazione terroristica islamica e di stare preparando gli attentati contro l'aeroporto internazionale di Francoforte e un base militare Usa. Lo riferiscono le autorità tedesche.
Il ministro della Difesa Franz Josef Jung ha detto alla televisione tedesca che i tre volevano agire a breve.
"C'era un'imminente minaccia alla sicurezza", ha detto il ministro, aggiungendo che era "molto concreta".
"I servizi di sicurezza hanno fatto un lavoro molto buono e non posso dire niente di più in questo momento", ha precisato.
In un comunicato prima di una conferenza stampa in programma per le 11 ora italiana, l'Ufficio del procuratore federale a Karlsruhe ha detto che ci sono stati blitz in diverse città.
"L'ufficio dei procuratori federali tedeschi ha ordinato l'arresto ieri pomeriggio di tre presunti membri di un'organizzazione terroristica islamica", dice la nota.
In precedenza, citando fonti della sicurezza a Berlino, la rete pubblica Suedwestrundfunk aveva riferito che i tre sospetti sono di nazionalità tedesca e che uno ha un passaporto pakistano.
La televisione tedesca ha riferito che dell'esplosivo è stato trovato in un appartamento in una cittadina nello stato settentrionale di Hesse.
Un altro network tedesco ha riferito che sono stati sparati dei colpi quando la polizia ha fatto irruzione in una casa in una cittadina nello stato occidentale del Nord Reno-Westfalia.
"Ci sono chiare indicazioni che almeno Ramstein e l'aeroporto di Francoforte erano possibili obiettivi e che non avrebbero aspettato a lungo per colpire", ha detto il politico conservatore Wolfang Bosbach all'emittente televisiva N24.
Bosbach ha precisato che gli attacchi avrebbero potuto coincidere con l'anniversario di quelli dell'11 Settembre 2001 negli Stati Uniti.
Il capitano Jeff Gradeck, un portavoce dell'U.S. European Command (Eucom) a Stoccarda, ha detto: "Non abbiamo ancora informazioni secondo cui strutture Usa sarebbero state nel mirino".
Non ci sono commenti dall'aeroporto di Francoforte, uno di quelli col maggiore traffico in Europa.
Ieri la polizia danese ha arrestato otto giovani musulmani sospettati di aver pianificato attentati e di avere legami con al Qaeda.
Fonte: http://today.reuters.it/News/Default.aspx |
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Lunedì 23 luglio 2007
Terrorismo, nel mirino Fiumicino e Milano Perugia, sequestrate foto dell'aeroporto e mappe di 6 città.
PERUGIA — Fotografie dell'aeroporto di Fiumicino, forse la fase di studio per preparare l'attentato di una cellula di Al Qaeda. Una sessantina di sostanze chimiche sospette, potenzialmente utilizzabili per realizzare ordigni. Cinque- sei città, le principali del Centro-Nord, tra cui Milano, cerchiate su una cartina geografica, come se fossero oggetto di una particolare attenzione da parte del gruppo di integralisti islamici che frequentavano la moschea della frazione di Perugia. E alcune piantine di acquedotti umbri, forse in vista di un possibile tentativo di avvelenamento.
I magistrati e gli investigatori di Digos e Ucigos sono prudenti, non sposano la tesi di terroristi già pronti a entrare in azione. «Ma non si può escludere che stessero preparandosi a farlo, che raccogliessero informazioni in attesa di essere pronti ad agire», ha sottolineato, preoccupato, uno degli inquirenti che in questi due anni di inchiesta ha seguito, passo dopo passo, le indagini sui sermoni dell'imam Mostapha El Korchi e sui suoi reiterati incitamenti alla guerra santa contro i crociati e gli infedeli. Non basta. C'è un «buco nero » di più di un anno nella vita in Italia (da clandestino) del custode della moschea Driss Safika, «braccio destro» dell'imam e per questo arrestato con lui: dopo essere sbarcato a Lampedusa da una delle tante «carrette del mare» nell'autunno del 2005, è svanito nel nulla per riapparire a Perugia. FIUMICINO — Gli allegati alla richiesta di cattura firmata dal procuratore Nicola Miriano e dal pm Alessandro Cannevale sono ricchi di spunti investigativi. E presentano scenari inquietanti. In uno dei passaggi in cui viene citata l'attività di El Korchi, si ricorda come sia tornato in Marocco all'inizio dell'anno e sia rientrato nel nostro Paese il 20 gennaio, dopo due settimane. All'andata, è partito da Perugia con un normale pullman di linea e poi è decollato dal «Leonardo da Vinci». È al ritorno che gli investigatori, in collaborazione con gli uomini della Polaria, notano qualcosa di sospetto: l'imam viene accolto al suo arrivo da un connazionale, Mohcine Abouda, e da un altro extracomunitario. Che approfittano dell'occasione e scattano sette fotografie dello scalo, poi rintracciate dalla polizia sul suo sito web. Immagini che, teoricamente, potrebbero aver fatto il giro del mondo.
CARTINE E MAPPE — Le perquisizioni eseguite al momento dei tre arresti hanno ulteriormente peggiorato la posizione dell'imam di Pierantonio, un paese in provincia di Perugia: era Mohamed El Absi ad avere nella sua moschea la cartina con le cinque-sei città cerchiate. E quando i poliziotti gli hanno chiesto di spiegare il motivo di quelle sottolineature si è rifiutato di rispondere. Le piantine degli acquedotti umbri sono state rinvenute nella casa di un altro indagato: anche su questo filone le verifiche sono già state avviate.
INTERNET E CHIMICA — Nella zona del lago Trasimeno sono stati trovati decine di cd. Erano nell'appartamento del tecnico informatico del gruppo, anche lui un maghrebino. «Un vero genio — spiega un investigatore —. Quando il computer nella moschea di Ponte Felcino aveva problemi era solo lui a intervenire ed è stato sempre lui a installare la sofisticata apparecchiatura che, in alcune occasioni, veniva usata per criptare il sito e impedirci di capire cosa stesse facendo l'imam di Ponte Felcino». Digos e Ucigos sono inoltre al lavoro su decine di schede sim-card e numeri telefonici sconosciuti fino a sabato mattina. Vogliono approfondire le verifiche sulle mappe satellitari del confine tra Siria e Iraq per capire se El Korchi le abbia scaricate da Internet per consigliare poi il percorso migliore da seguire agli integralisti decisi a trasformarsi in kamikaze in nome della jihad. E sono già in corso i test sulla sessantina di flaconi pieni di composti chimici scoperti nella cantina di Ponte Felcino: secondo il prefetto Carlo De Stefano, direttore dell'Ucigos, si tratta di sostanze «ad alta tossicità. Combinate tra loro e con altri elementi di facile reperibilità — ha aggiunto — era possibile realizzare ordigni come la cosiddetta bomba sporca, la nuova frontiera del terrorismo ».
LAMPEDUSA — I sospetti degli esperti dell'intelligence sulla possibilità che tra i disperati in arrivo sulle nostre coste con i natanti salpati dai Paesi africani si nascondesse qualche simpatizzante di Al Qaeda sono stati confermati dall'inchiesta di Perugia. Il percorso seguito da Driss Safika per unirsi agli altri presunti integralisti islamici è stato ricostruito grazie alle impronte digitali: il 29 ottobre 2005 era sbarcato da una «carretta del mare», aveva detto di chiamarsi Idriss Safika e di essere nato in Marocco il 1˚ settembre 1961. L'arresto in Umbria ha svelato la sua vera identità: si tratta di Driss Safika ed è nato sì a Casablancamail 1˚gennaio di quello stesso anno.
Fonte: www.corriere.it |
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Sabato 21 luglio 2007
Terrorismo, De Stefano (Ucigos): “Scoperta scuola di terrorismo”
“Le indagini di Perugia hanno evidenziato come nella moschea di Ponte Felcino si svolgesse in maniera continuata addestramento ad azioni con finalità di terrorismo”. A riferirlo è il direttore dell’Ucigos, Carlo De Stefano.
“Si può quindi affermare -ha aggiunto De Stefano- che è stata scoperta e disarticolata una vera e propria ‘scuola di terrorismo’ che rientra in un sistema operativo di terrorismo diffuso, praticato da piccole cellule che agiscono in maniera autonoma”.
In base alle prime ricostruzioni compiute dagli investigatori, sembrerebbe che file al centro dell’ indagine antiterrorismo condotta a Perugia dalla polizia sarebbero stati mostrati anche ad alcuni bambini che frequentano la moschea di Ponte Felcino.
I file scaricati - ritiene la polizia - non contengono solo messaggi propagandistici, ma minuziose indicazioni per la realizzazione di atti di terrorismo come i documenti riguardanti la preparazione e l’uso di sostanze velenose o di materiali esplodenti, le istruzioni dirette all’aspirante mujihaid per raggiungere le zone di conflitto in modo sicuro, per inviare messaggi criptati in rete e perfino, dettaglio ritenuto particolarmente allarmante, per guidare un Boeing 747.
Nel contesto dell’attività di addestramento sono state tenute lezioni di combattimento corpo a corpo, che hanno riguardato non solo pratiche di autodifesa ma anche tecniche di agguato e uccisione.
Nel medesimo ambito sono state eseguite oltre 20 perquisizioni personali e locali, mentre è tuttora in corso l’analisi del materiale informatico e documentale sequestrato nel corso dell’operazione.
“Dai servizi di osservazione effettuati nei pressi dei centri di aggregazione si aveva modo di appurare che nella moschea di Ponte Felcino di Perugia gli imam facevano sermoni che incitavano i fedeli a combattere la guerra santa”, ha riferito ancora il Prefetto Carlo De Stefano.
“Avviate le indagini, - ha spiegato- si accertava che effettivamente uno straniero si era allontanato presumibilmente per l’Iraq ed emersero suoi contatti con numerosi altri stranieri residenti in altri paesi europei ed in Siria. In particolare, furono accertati collegamenti con due marocchini residenti in Belgio che furono arrestati circa due anni fa, in quanto membri di una cellula del Gruppo Islamico Combattente Marocchino e sospettati di aver fornito supporto agli attentatori di Madrid del marzo 2004”.
“Trovava quindi conferma -ha sottolineato De Stefano- l’ipotesi che la partenza di detto straniero fosse legata all’attività di una cellula ubicata proprio nella moschea di Perugia, dove evidentemente si svolgeva reclutamento. Le indagini svolte hanno quindi confermato questa ipotesi, facendo venire alla luce lo svolgimento anche di attività di addestramento”.
“Ancora una volta le nostre forze di polizia hanno dimostrato la loro grande capacità di mantenere sotto controllo questi ambienti, sventando rischi molto concreti”. Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, complimentandosi con il Capo della Polizia e l’Ucigos, ha espresso, riferisce una nota del Viminale, “grande soddisfazione per gli arresti di Perugia.”
“E’stata messa in atto una lunga attività investigativa che ha portato a individuare non una predicazione più o meno radicale, ma l’utilizzo della Moschea a fini di attività terroristica vera e propria. Si conferma, dunque, la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione verso luoghi che dovrebbero essere solo di attività religiosa”.
Fonte: www.noipress.it |
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TERRORISMO, ALLARME DEI SERVIZI USA: AL QAIDA FORTE COME NEL 2001
Capacità operativa tornata ai livelli dell'11 settembre
Washington, 12 lug. (Ap) - Al Qaida è tornata, forte come nel 2001 e pronta a nuovi micidiali attentati. A sostenerlo è un rapporto dell'intelligence americana.
La capacità operativa della rete di Osama Bin Laden sarebbe tornata ai livelli che permisero le stragi dell'11 settembre a New York. La nuova valutazione del livello di rischio effettuata dai servizi Usa suggerisce che Al Qaida ha potuto rigenerarsi malgrado quasi sei anni di guerre, bombardamenti e altre offensive mirate ad annientarla.
Secondo quanto riferito da un funzionario di intelligence, lo scenario è delineato in un testo di cinque pagine che sarà discusso oggi alla Casa Bianca. Si tratta del lavoro di un pool di esperti di anti-terrorismo in vista della pubblicazione del prossimo National Intelligence Estimate, un rapporto prodotto da diverse agenzie coordinate dal governo.
Il documento è intitolato "Al Qaida in una posizione migliore per colpire l'Occidente". Dedica un'attenzione particolare al Pakistan, considerato una sorta di porto franco per i militanti della rete terroristica.
Secondo il funzionario di intelligence, il rapporto sostiene che Al Qaida è "considerevolmente più forte da un punto di vista operativo rispetto a un anno fa". L'organizzazione di Osama Bin Laden si sarebbe ricostituita "a un livello mai visto dal 2001". I terroristi - si leggerebbe ancora nel rapporto - "stanno mostrando un'abilità sempre più grande nel pianificare attentati in Europa e negli Stati Uniti". Secondo il funzionario di intelligence, nel documento si afferma che la rete di Bin Laden ha creato "il più ampio programma di addestramento dal 2001, un programma che prevede l'impiego di agenti europei".
Il rapporto sottolineerebbe allo stesso tempo "significative deficienze di intelligence", tali da far supporre che le autorità americane possano non essere al corrente di attentati potenziali o pianificati.
John Kringen, responsabile della direzione analisi della Cia, aveva sottolineato ieri le rinnovate capacità operative di Al Qaida in un intervento presso una commissione del Congresso americano. "Sembrano ben stabiliti negli spazi privi di autorità del Pakistan" aveva dichiarato il dirigente, in riferimento alla rete di Bin Laden. "Vediamo più attività di addestramento. Più denaro. Più comunicazioni. Le loro attività aumentano".
Il documento di intelligence vede la luce mentre l'organismo governativo National Security Council sta lavorando alla stesura del National Intelligence Estimate sulle minacce terroristiche nei confronti degli Stati Uniti.
Fonte: http://notizie.alice.it/ |
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Al Qaeda minaccia altri attentati in Gran Bretagna
martedì, 10 luglio 2007 7.59
DUBAI (Reuters) - Il vice capo di al Qaeda, Ayman al-Zawahri, oggi ha minacciato
nuovi attentati in Gran Bretagna, due settimane dopo i falliti attacchi a Londra e Glasgow.
"Dico al successore (dell'ex-premier britannico Tony) Blair che la politica del suo predecessore ha attirato catastrofi in Afghanistan e Iraq e anche nel centro di Londra", ha detto in un messaggio audio diffuso su un sito Web usato dai gruppi legati ad al Qaeda.
"Se non avete imparato la lezione, allora siamo pronti a ripeterla, a Dio piacendo, fino a che saremo sicuri che l'avrete pienamente compresa".
Al momento non è possibile verificare l'autenticità del messaggio, che arriva a pochi giorni di distanza da due autobombe trovate a Londra e a un jeep in fiamme lanciata contro un terminal dell'aeroporto di Glasgow in Scozia: attacchi che il nuovo premier Gordon Brown ha associato ad al Qaeda.
Zawahri ha anche criticato la decisione della Gran Bretagna di nominare baronetto lo scrittore Salman Rushdie, sostenendo che la regina Elisabetta ha inviato un chiaro messaggio ai musulmani premiando un uomo che ha insultato l'Islam, e ha assicurato che il gruppo militante sta preparando una risposta.
Rushdie è salito alla ribalta della cronaca per il suo romanzo "Versetti satanici", che ha offeso molti musulmani e gli hanno attirato contro minacce di morte, che lo hanno costretto a vivere nascosto per nove anni.
Zawahri ha detto che il minimo che i musulmani devono fare è boicottare la Gran Bretagna per protestare contro la nomina di Rushdie.
Il religioso egiziano ha anche chiesto ai musulmani in Pakistan di combattere il presidente Pervez Musharraf, i cui soldati hanno assediato una moschea gestita da un gruppo di fondamentalisti in stile talebano a Islamabad.
"Dico ai musulmani in Pakistan che la vera sfida a Musharraf non è in dimostrazioni o elezioni...ma appoggiare la jiihad in Afghanistan", ha detto, senza fare riferimenti particolari però alla Moscha rossa.
"Un emirato islamico in Afghanistan è la speranza per un cambiamento reale nella regione e la speranza per un colpo finale ai crociati...in Sud Asia".
Fonte: http://www.borsaitaliana.reuters.it |
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DUBAI, mercoledì 5 luglio 2007
Il numero due di al Qaeda: «Tutti quelli che hanno attaccato la nazione islamica devono pagare un prezzo, nei nostri paesi e nei loro»
Appello all’unità dei musulmani nella «guerra santa» contro gli americani in Iraq, ma nessun riferimento agli attentati del fine settimana in Gran Bretagna nel video comparso ieri su Internet del numero due di Al Qaida, Ayman al-Zawahiri. Secondo quanto riferito da Site, un’agenzia di intelligence americana specializzata nella ricerca di messaggi jihadisti, il video di al-Zawahiri dura un’ora e 35 minuti.
Il filmato è comparso sul sito muslim.net, un forum solito nel diffondere i proclami dell’organizzazione di al Qaida. Sul portale inoltre si annuncia un intervento di Osama Bin Laden. «Presto e con il volere di Dio - si legge in Muslim.net - lo sceicco parlerà in un messaggio video». Al-Zawahiri ha difeso lo Stato Islamico dell’Iraq dalle critiche di altri gruppi militanti islamici, affermando che l’organizzazione, che fa capo ad Al Qaida, è all’avanguardia nella lotta contro gli Usa e per la creazione di un «califfato islamico» nella regione.
Il vice di Bin Laden ha invitato i musulmani a seguire una doppia strategia: a lavorare a casa per far cadere i regimi arabi «corrotti» e ad unirsi nella «guerra santa» in Iraq, Afghanistan e Somalia per «lottare e prepararsi alla prossima jihad». Per vendicarsi degli interventi in questi tre paesi i musulmani dovrebbero colpire obiettivi israeliani e americani ovunque ha detto. Il medico egiziano non han menzionato gli attentati del fine settimana scorso in Gran Bretagna, dietro cui secondo le autorità britanniche c’è Al Qaida. Questo ha fatto pensare che il video sia stato girato prima degli eventi di Londra e Glasgow.
Al-Zawahiri ha impiegato molto tempo a difendere lo Stato Islamico, in un video di insolita lunghezza, criticando chi rifiuta di riconoscere l’organizzazione spesso per ignoranza o errori. «Lo Stato Islamico dell’Iraq- ha detto- è istituito in Iraq, i mujaheddin lo celebrano nelle strade dell’Iraq, la gente manifesta sostegno e nelle moschee di Baghdad gli si dichiara fedeltà». L’anno scorso la creazione da parte di Al Qaida dello Stato Islamico dell’Iraq è stato un tentantivo di ribadire la leadership della rivolta in Iraq, alleandosi con diversi gruppi sunniti lo Stato Islamico si presenta come alternativa al governo iracheno. Il progetto è stato contestato da alcuni religiosi estremisti nel mondo arabo secondo cui era troppo presto per dichiarare lo stato islamico per la presenza di truppe americane e l’assenza di leggi islamiche. Molti gruppi sunniti inoltre hanno accusato al Qaida di uccidere i propri militanti ed esercitare pressioni per unirsi allo Stato Islamico.
Zawahiri ha esortato i musulmani di tutto il mondo a sostenere i mujahiddin con fondi, manodopera, e informazioni, con l’obiettivo di creare un califfato. Poi ha sollecitato i leader dello Stato Islamico a svolgere negoziati e a risolversi i problmemi tra di loro. Al-Zawahiri è comparso nel video vestito di bianco con un turbante bianco, ha usato un tono professionale, citando la storia islamica e mostrando clip di esperti su media arabi ed occidentali. Il vice di Bin Laden si è scagliato contro Egitto, Giordania, ha messo in guardia la minoranza sunnita dal considerarli degli alleati, perché sostengono la causa sunnita e al tempo stesso sono alleati degli Stati Uniti.
Fonte: www.lastampa.it |
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Yemen, autobomba contro turisti
spagnoli. "C'è la mano di Al Qaida"
lunedì 02 luglio 2007
Sana'a - La comitiva dei 13 spagnoli in visita nello Yemen stava ripartendo nel primo pomeriggio dal tempio di Bilquis, il più significativo dell'antica capitale della mitica regina di Saba, Marib, a circa quattro chilometri dalla città, quando al convoglio dei loro quattro fuoristrada si è affiancata un'autobomba. Il guidatore l'ha fatta esplodere suicidandosi ed uccidendo sette turisti spagnoli e due guide yemenite, mentre altri sei spagnoli e due yemeniti sono rimasti feriti.
"Questi spaventosi atti di terrore danneggiano l'Islam e la reputazione dei musulmani, oltre agli interessi della nazione", ha dichiarato subito una fonte ufficiale all'agenzia di stampa yemenita Saba, secondo la quale "le informazioni iniziali indicano che Al Qaida è dietro l'atto terroristico". Fonti della sicurezza ricordano che di recente con un comunicato Al Qaida aveva chiesto il rilascio di suoi aderenti in prigione nello Yemen ed aveva minacciato ulteriori azioni, sollecitando anche il governo di Sanàa a riconsiderare il suo rapporto con gli Stati Uniti.
Nota per essere una delle zone più visitate del favoloso Yemen, la ex 'Arabia Felix' degli antichi romani, riproposta all'attenzione degli italiani e del mondo da Pier Paolo Pasolini nei suoi cinematografici "Racconti delle mille e una notte", l'area di Marib è ricca di tracce dell'antico regno sabeo, risalente al decimo secolo avanti Cristo, e di testimonianze successive, coma la sua diga, una delle più importanti del mondo antico. Ma anche di
petrolio e di presenze disturbanti. Tra queste già cinque-sei anni fa proprio vicino a Marib vi furono presunti esponenti di Al Qaida, che con la loro presenza, contribuirono a far intensificare un'azione di lotta già avviata a livello internazionale contro il terrorismo. In precedenza, nel 2000, fuori del porto di Aden era stato attaccato con un motoscafo carico di tritolo l'incrociatore statunitense Cole (furono uccisi 17 marinai) e nel 2002 davanti a quello di Mekalla la superpetroliera francese Limburg.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/ |
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Martedì 19/06/2007
Afghanistan, in video il giuramento di 300 aspiranti kamikaze
I talebani conquistano un distretto della provicia di Kandahar
Kabul, 20 giu. – Trecento reclute di al Qaeda che al termine di un periodo di addestramento prestano giuramento, pronte a partire per compiere attacchi suicidi negli Stati Uniti e in Europa. È questo il contenuto delle terrificanti immagini trasmesse dalla tv statunitense ABC e ora disponibili sul sito del network. Il video, a quanto riferisce ABC news, è stato girato da un giornalista pakistano, invitato ad assistere e a riprendere la cerimonia di “graduation” (laurea) che il 9 giugno scorso ha concluso il periodo di addestramento delle giovani reclute in un campo qaedista, che dovrebbe trovarsi in una zona di confine tra Afghanistan e Pakistan. Gli aspiranti martiri che si vedono nel filmato sono quasi tutti giovanissimi, alcuni di loro non hanno più di dodici anni. I volti dei membri delle varie squadre, che dovranno portare a termine attentati in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania e Canada, sono coperti da sciarpe nere.
Durante la cerimonia, a parlare alle giovani reclute è Mansoor Dadullah, fratello dell’ex comandante dei talebani Mullah Dadullah, che aveva organizzato il rapimento del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo ed era stato ucciso il mese scorso. “Questi americani, canadesi, inglesi e tedeschi sono venuti qua in Afghanistan da luoghi lontani: perché noi non dovremmo fare lo stesso?” dice Dadullah, al fianco del quale si trovano guardie armate di lanciarazzi. Il capo talebano si riferisce alle nazioni le cui truppe stanno controllando il paese da quando nel 2001 i talebani hanno perso il potere.
Nel video parla anche il comandante della squadra che dovrà colpire la Gran Bretagna: “Fatemi dire qualcosa sul perché stiamo andando, insieme alla mia squadra, a compiere un attacco suicida in Gran Bretagna”. “Se i miei colleghi, compagni e fratelli musulmani moriranno oggi o stanotte, ogni goccia del nostro sangue rafforzerà l’Islam” dice l’uomo, che parla in inglese. Dadullah ringrazia infine Dio per l’entusiasmo di queste persone, che è così forte da spingerle in massa a sacrificarsi. I servizi segreti statunitensi considerano il video l’ennesimo esempio della propaganda aggressiva e sofisticata di al Qaeda e dei talebani, ma comunque la minaccia è considerata seria.
Intanto i talebani hanno riconquistato ieri un distretto della provincia di Kandahar, togliendolo al controllo della polizia afgana. Esmatullah Alizai, capo della polizia di Kandahar, ha definito “ritirata strategica” quella che per i talebani è un vera e propria riconquista. Un portavoce dei talebani, Yussuf Ahmadi, ha infatti dichiarato in un’intervista telefonica che i miliziani hanno preso il controllo del distretto al termine di combattimenti durati alcuni giorni. Ahamdi ha aggiunto che i talebani hanno preso possesso dei capisaldi delle autorità locali e si sono anche impadroniti di veicoli e di materiali di proprietà del governo. Secondo il portavoce dei talebani ci sarebbe stato un imprecisato numero di vittime tra gli avversari, ma questa affermazione è stata esplicitamente smentita dal capo della polizia. La zona in questione è il distretto montagnoso di Myanishen, che confina con la provincia di Oruzgan, dove secondo Alizai sarebbero ancora in corso violenti scontri.
Fonte: www.voceditalia.it |
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15 maggio 2007
Francia: minacce di al Qaeda dopo elezione Sarkozy
DUBAI - Minacce alla Francia dopo l'elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza della repubblica. Un comunicato delle Brigate Abu Hafs al Masri, gruppo che si definisce parte di al Qaeda, annuncia la possibilita' di ''una campagna jihadista sanguinosa'' in Francia. ''Ora che voi avete scelto Sarkozy, il crociato e il sionista assetato del sangue dei bambini, delle donne e dei vecchi musulmani (...), - si legge nel comunicato - noi vi avvertiamo che i prossimi giorni vedranno una campagna jihadista sanguinosa nella capitale di Sarkozy''. Le Brigate Abu Hafs al Masri hanno rivendicato gli attentati di Londra (7 luglio 2005), di Madrid (11 marzo 2004), e di Istanbul (novembre 2003).
Fonte: www.corriere.it |
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mercoledì, 11 aprile 2007 5.04
Bombe ad Algeri, 30 morti. Rivendicazione di al Qaeda
ALGERI (Reuters) - Due attacchi con bombe, rivendicati da al Qaeda, hanno scosso oggi il centro di Algeri causando complessivamente la morte di 30 persone.
Una delle esplosioni ha distrutto parte della facciata del quartier generale del primo ministro Abdelaziz Belkhadem nel centro di Algeri, mentre una seconda bomba è esplosa nel quartiere di Bab Ezzouar, alla periferia orientale della città, come riferisce l'agenzia di stampa ufficiale Aps.
L'organizzazione di al Qaeda nel Maghreb islamico -- in precedenza nota con il nome di Gruppo salafita per la preghiera e per il combattimento -- ha rivendicato gli attacchi con una nota apparsa su Internet, in cui si assume la responsabilità anche di alcuni attacchi in Marocco e in cui vengono diffuse anche le immagini di quelli che ha definito tre "martiri" che hanno compiuto gli attacchi di oggi.
Non è stato possibile verificare l'autenticità della rivendicazione, ma il gruppo si è assunto la responsabilità di diversi attentati contro le forze di sicurezza e gli stranieri in Algeria da gennaio.
Fonti sanitarie hanno fissato il bilancio delle vittime delle due esplosioni a 30 persone mentre in precedenza l'agenzia di stampa Aps aveva parlato di 23 morti e 162 feriti.
L'esplosione al quartier generale del premier algerino ha provocato una voragine di vaste proporzioni, mandando in frantumi finestre e facendo ricadere macerie sulle auto parcheggiate anche a diversi isolati di distanza.
Il premier Belkhadem, che non è rimasto ferito negli attacchi, ha definito l'attacco "un atto vile e criminale", secondo quanto riferito dall'agenzia stampa.
Migliaia di persone si sono riversate per le strade e varie ambulanze sono accorse sul posto.
"In un primo momento ho pensato che fosse un terremoto", ha dichiarato l'avvocato Tahar bin Taleb. "Mia moglie mi ha telefonato alcuni momenti dopo, piangendo e urlando. Sono corso a casa e ho trovato tutti gli specchi e le finestre rotti".
Fonte: http://today.reuters.it/News/Default.aspx |
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giovedì, 15 marzo 2007
Sospetto al Qaeda confessa piani 11/9 e omicidio Pearl
WASHINGTON (Reuters) - Khalid Sheikh Mohammed, ritenuto una figura di spicco di Al Qaeda, ha ammesso le proprie responsabilità in una serie di attentati, tra cui quelli dell'11 Settembre negli Stati Uniti -- e la decapitazione di un giornalista americano: è quanto risulta dalla trascrizione diffusa ieri, di un'udienza militare nel campo di prigionia Usa di Guantanamo Bay a Cuba.
"Sono responsabile dell'Operazione 11/9, dalla a alla z", ha detto Mohammed - che ha parlato tramite un rappresentante - secondo la trascrizione dell'udienza di sabato scorso a Guantanamo.
Mohammed, di nazionalità pakistana, ha anche detto di essere personalmenteresponsabile della decapitazione del giornalista americano Daniel Pearl, rapito e ucciso in Pakistan nel 2002.
"Ho decapitato con la mia mano destra benedetta l'ebreo americano Daniel Pearl", ha detto Mohammed.
Il presunto appartenente ad al Qaeda ha ammesso anche di essere responsabile dell'attacco del 1993 al World Trade Center di New York, di un attentato a un nightclub di Bali, in Indonesia, del tentativo di abbattere due aerei americani usando ordigni nascosti nelle scarpe e di altri attentati.
Nel corso dell'udienza, volta a stabilire se per Mohammed si possa usare la definizione Usa di nemico combattente, l'uomo avrebbe indicato di essere stato maltrattato durante la detenzione da parte degli americani.
Mohammed è una delle 14 persone identificate dalle autorità Usa come sospetti terroristi "di alto profilo" e trasferite a Guantanamo lo scorso anno da prigioni segrete della Cia all'estero.
Fonti Usa dicono che Mohammed, arrestato in Pakistan nel marzo 2003 e consegnato agli americani, è stato la mente degli attentati del 2001, costati la vita a quasi 3.000 persone.
Mohammed ha parlato sia di persona che attraverso il suo rappresentante, un militare americano.
"Ero il direttore operativo dello sceicco Usama (Osama) bin Laden per l'organizzazione, pianificazione, follow-up ed esecuzione dell'Operazione 11/9", ha detto tramite il rappresentante.
Fonte: http://today.reuters.it/News/Default.aspx |
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Madagascar:ucciso cognato Bin Laden
Omicidio per furto, era tra i nemici pubblici n.1 degli Usa
(ANSA) - DUBAI, 31 GEN - Uomini armati non identificati hanno ucciso un cognato di Osama bin Laden, uno dei 'nemici pubblici numeri 1' degli Usa e capo al Qaida. Lo ha annunciato il fratello, Malek Khalifa: Jamal e' stato ucciso nella sua casa in Madagascar apparentemente da ladri che volevano impossessarsi delle pietre preziose che abitualmente tratta e commercia. Un gruppo di 20-30 uomini avrebbe fatto irruzione nella camera da letto del fratello, uccidendolo 'a sangue freddo' e rubando tutti i suoi averi.
Fonte: http://www.borsaitaliana.it |
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Domenica, 26 novembre 2006
Berlusconi sviene sul palco
E i siti di al Qaeda esultano
DUBAI - La notizia del malore che ha colto oggi l'ex premier Silvio Berlusconi a Montecatini Terme non è passata inosservata nemmeno nei forum islamici vicini alla rete di al-Qaeda. A un paio di ore di distanza dall'episodio i frequentatori dei forum che pubblicano i comunicati della guerriglia irachena e delle milizie talebane afgane, e che fungono anche da mezzo di informazione per i mujahidin sparsi nel mondo, hanno lanciato un flash.
Il primo messaggio titolava: "Allah è grande, Berlusconi è caduto d'avanti ai suoi ascoltatori". Questa notizia ha scatenato la curiosità di decine di seguaci di al-Qaeda, che sono entrati nel corso del pomeriggio nella pagina web per avere ulteriori ragguagli su quanto è accaduto. Alcuni, come un membro del forum che si fa chiamare Abu al-Muhajir al-Zarqawi, ha chiesto: "Allah è grande, è caduto un nemico di Allah. Ha avuto una crisi o cosa? Mica è morto? Per favore informateci presto".
Quasi tutti gli altri messaggi sono invece di esultanza trovando scritta solo la formula di battaglia dei combattenti islamici "Allah è grande", mentre l'ultimo inserito in ordine di tempo informa sulla ripresa in salute del leader di Forza Italia e commenta: "Quando si è svegliato tra le braccia dei suoi medici credeva di essere tra le braccia dei soldati di Bin Laden. Giuro su Allah che loro hanno paura".
Fonte: www.repubblica.it |
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Mercoledì 29 novembre 2006
Al Qaeda: ''Papa prepara crociata''
Nota dell'organizzazione terrorista: ''Dopo fallimento dei capi crociati come Bush, Blair e Berlusconi, tenta di spegnere la fiamma dell'Islam accesa dai fratelli musulmani in Turchia''
Baghdad, 29 nov. - (Adnkronos/Ign) - Il Papa sta preparando una crociata contro i paesi islamici. Sarebbe questo il vero obiettivo della visita in Turchia di Benedetto XVI secondo Al Qaeda. ''Questa visita del Papa ha lo scopo di preparare una campagna crociata contro i paesi islamici - si legge in una nota firmata dallo 'Stato islamico iracheno', sigla con la quale vengono firmati i comunicati diffusi dall'organizzazione di al Qaeda in Iraq - in seguito al fallimento dei capi crociati come Bush, Blair, Berlusconi e Howard, nel tentativo di spegnere la fiamma dell'Islam accesa dai fratelli musulmani in Turchia''.
Secondo i terroristi, obiettivo di questa visita è ''cancellare la tradizione islamica e tagliare le radici islamiche colpite nel loro profondo per far restare i turchi nel fango della laicità fondata dall'ebreo Ataturk e spingerli nelle braccia dell'Unione Europea per fermare l'ondata islamica''. I terroristi di al Qaeda si dicono inoltre ''sicuri della sconfitta dei romani (termine usato nell'arabo medioevale per definire gli occidentali) in tutti i paesi islamici''.
Nel comunicato si ricorda che la visita del Papa in Turchia avviene in seguito alle polemiche sulla lezione di Ratisbona, nel settembre scorso. ''Il Papa del Vaticano ha iniziato la sua visita in Turchia, che in passato è stato luogo di rifugio dell'Islam, pochi mesi dopo il suo attacco all'Islam - si legge nel comunicato - e al suo profeta Maometto e avviene in un momento straordinario che riguarda il mondo islamico. Le ondate della campagna crociata ordita contro il mondo islamico si sono abbattute sulle rocce dei mujahidin e il loro silenzio rivela che sono arrivati a un vicolo cieco in Afghanistan e in Iraq''.
Fonte: www.adnkronos.com |
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Venerdì 1 dicembre 2006
L'allarme «a titolo cautelativo» dell'amministrazione Bush
Al Qaeda minaccia cyber-attacco a finanza Vendetta per il carcere di Guantanamo. Colpiti i siti internet del sistema bancario. Antiterrorismo: «Non abbiamo informazioni» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
WASHINGTON - I terroristi di Al Qaeda intendono colpire il cuore degli Stati Uniti. Secondo un allarme lanciato giovedì sera dalle autorità americane, sarebbero pronti a lanciare un attacco informatico contro i siti e le istituzione finanziaria Usa in segno di vendetta per il carcere di Guantanamo, dove da cinque anni gli americani tengono rinchiusi senza processo presunti terroristi islamici. L'allerta dell'amministrazione Bush è «a titolo cautelativo».
ANTITERRORISMO: «NON ABBIAMO INFORMAZIONI» - Il rischio, secondo quanto ha reso noto il ministero della Sicurezza interna, è quello di un cyber-attacco nel mese di dicembre contro i siti internet del sistema bancario. Ma l'antiterrorismo Usa in pratica smentisce chi ha diffuso l'allerta. «Non ci sono informazioni che avvalorino questa presunta minaccia», ha detto Russ Knocke, un portavoce del ministero, «ma come atto di routine e a titolo cautelativo, US-Cert ha diffuso un avvertimento agli addetti ai lavori». La sigla è quella dello US Computer Emergency Readiness Team, una struttura del governo che si occupa di monitorare i rischi al sistema informatico del Paese.
MINACCIA INCERTA - La natura della minaccia è incerta. Secondo la tv Nbc è da mettere in relazione a messaggi che sono stati individuati su siti Internet islamisti, ma non è chiaro se si tratti solo di minacce generiche o specifiche. Il messaggio, secondo la Cnn, è stato intercettato il 27 novembre e accennava ad attacchi ripetuti fino alla fine dell'anno. L'allarme è circolato nello stesso giorno in cui un'agenzia federale che si occupa di lotta alla criminalità finanziaria ha lasciato trapelare un rapporto nel quale si evidenziano timori per la rete dei bancomat americani. Organizzazioni terroristiche da tempo sarebbero alla ricerca di modalità per colpire i bancomat e avrebbero individuato falle nella sicurezza.
Fonte: www.corriere.it
Oltre 150 agenti stanno facendo in queste ore una quarantina di perquisizioni
Tra i reati contestati agli indagati c'è anche quello di immigrazione clandestina
Terrorismo islamico, scoperto network
Operava tra i Balcani e il Nord Italia
TRIESTE - Operazione contro il terrorismo internazionale nel Nord-Italia: oltre 150 agenti della polizia stanno facendo 38 perquisizioni in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Toscana e Lombardia nell'ambito di un'inchiesta sulla natura dei collegamenti fra alcune decine di cittadini di Paesi balcanici e persone ritenute vicine a cellule di terrorismo islamico.
Le perquisizioni, che vengono svolte con l'ausilio di unità cinofile e artificieri, sono in corso a Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia, Treviso, Siena e Bergamo.
L'operazione è stata disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste sulla base dei risultati di indagini avviate da circa un anno e mezzo dalla Digos della Questura di Trieste, con il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione.
Le indagini - stando a quanto trapelato finora - riguardano i contatti (anche via Internet), i viaggi e gli incontri di alcune decine di cittadini balcanici (in particolare Bosnia e Macedonia) che vivono in Italia, con persone che si trovano sia nei Balcani, sia in alcuni Paesi europei (in particolare Austria) ritenute dagli investigatori vicini a cellule di terrorismo islamico.
I reati ipotizzati nell'inchiesta sono quelli di associazione con finalità di terrorismo internazionale e associazione per delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina, e sarebbero stati compiuti sia a Trieste, sia in altre zone d'Italia.
Durante le indagini è stata accertata l'adesione degli indagati a un sorta di network internazionale che, attraverso la diffusione di materiale pubblicistico, sotto forma di cassette, videocassette, CD, DVD, nonchè attraverso trasmissioni radio e pubblicazioni di riviste, dal contenuto radicale e fondamentalista, mira - sempre secondo gli investigatori - alla diffusione degli ideali jihadisti, del martirio e della Jihad intesa come guerra santa.
Gli investigatori hanno ricostruito due tipologie di contatti all'interno del network: la prima è attraverso incontri organizzati di volta in volta in diverse città europee e balcaniche; la seconda è attraverso l'uso di Internet. Proprio grazie a Internet - hanno scoperto gli investigatori della Digos di Trieste - gli indagati interloquivano utilizzando programmi di chat con altri musulmani in parti diverse del pianeta e visitavano siti inneggianti la Jihad.
Fonte: www.repubblica.it |
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Il network americano CBS News cita fonti dell'intelligence
Al Qaeda, «attentati in Europa a Natale»
Ci sarebbero piani già pronti per ripetere l'attentato di Heathrow, sventato in Gran Bretagna lo scorso 10 agosto
Allarme terrorismo per le feste natalizie. Gruppi qaedisti, secondo la rete tv americana Cbs, starebbero preparando una serie di attachi in Europa. I servizi di intelligence avrebbe raccolto informazioni in questo senso seguendo le mosse di alcuni sospetti e interrogando elementi legati alla nebulosa jihadista. Secondo le fonti i terroristi potrebbero cercare di colpire ferrovie, treni e il trasporto aereo usando ordigni composti con esplosivi liquidi. Una ripetizione del piano fallito (ma sul quale c’era dubbi sulla reale esistenza) che doveva sconvolgere l’Europa durante l’estate con la distruzione di diversi jet. Oltre alle confessioni degli estremisti arrestati, gli 007 hanno registrato un misterioso spostamento di militanti arabi dal Pakistan verso altre regioni. Molti avrebbero raggiunto l’Iraq, ma altri si sarebbero sparpagliati. Questo «movimento» ha rafforzato i sospetti che Al Qaeda stia meditando una sorpresa.
L'ANALISI - I dati forniti dalla Cbs sono ovviamente generici e per ora è possibile sottolineare alcuni spunti.
1) Gli allarmi in coincidenza con festività ed eventi sono ormai una costante. La minaccia può davvero esistere ma al tempo stesso può essere una forma di pressione psicologica.
2) Esistono altri segnali inquietanti sul rischio di operazioni clamorose negli Usa, in Europa e in Israele.
3) E’ giusto segnalare i pericoli all’opinione pubblica senza però enfatizzarli. Proprio l’emergenza di questa estate che ha portato a restrizioni sul bagaglio a mano sui jet - secondo fonti Usa - sarebbe stata esagerata.
4) Dal 2001 ad oggi è sempre più difficile per intelligence e forze di polizia distinguere il pericolo serio e incombente dal falso allarme.
12 novembre 2006
Fonte: Corriere della Sera, www.corriere.it |
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Kabul, 4 gennaio 2007
Il capo dei talebani, mullah Omar, ha detto che non vede Osama bin Laden, il capo di al-Qaeda suo alleato e come lui ricercato da anni dalle forze americane, dalla fine del 2001.
"No, non l'ho visto né ho fatto niente per vederlo, ma prego per la sua salute e la sua salvezza", ha detto Omar in una email di risposta a domande inviategli dall’agenzia di stampa Reuters. Le domande gli erano state consegnate tramite il suo portavoce Mohammad Hanif, e le risposte sono giunte ieri sera.
L'ultima apparizione di Bin Laden in un video risale alla fine del 2004, mentre sono regolari quelle del suo vice, l'egiziano Ayman al Zawahri. Un video di Bin Laden e' stato diffuso verso la fine del 2006, ma e' stato esaminato e identificato come una vecchia registrazione. Osama non si è fatto sentire nemmeno in occasione del quinto anniversario degli attentati negli Usa dell'11 settembre.
Lo scorso settembre un giornale di provincia francese aveva scritto che il capo di al-Qaeda era morto di febbre tifoidea il mese precedente. La notizia è stata giudicata non credibile da diverse agenzie di intelligence e governative, secondo le quali non c'è nessuna prova della morte di Bin Laden, anche se resta insoluto il mistero di dove, se è vivo, egli si nasconda.
Fonte: http://www.rainews24.it |
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Martedì 9 gennaio 2007
GIORDANIA: ATTENTATO DI AL-QAEDA SVENTATO DA POLIZIA
Un attentato "in grande stile organizzato dall'organizzazione di al Qaida" è stato sventato stamani dalle forze di sicurezza giordane. Lo afferma la tv satellitare araba al Jazeera che cita fonti d'intelligence giordane.
Secondo il corrispondente dell'emittente araba "Le forze di sicurezza durante un'operazione antiterrorismo segnalata dall'intelligence giordane hanno ucciso stamani nella provincia di Irbid un uomo sospettato di appartenere all'organizzazione di al Qaida" ed arrestato un secondo. I due sarebbero cittadini giordani, "ma non del posto, ne si esclude che abbiano dei complici stranieri", ha detto al Jazeera.
La provincia di Irbid si trova nella parte nord occidentale del paese dove si trovano molte strutture alberghiere meta di turisti stranieri.
Fonte: www.alice.it
SOMALIA: CNN, UCCISO RESPONSABILE ATTACCHI AMBASCIATE USA KENYA E TANZANIA
Washington, 9 gen. (Adnkronos/Dpa) - Nel raid statunitense in Somalia del sud e' stato ucciso Fazul Abdullah Mohammed, il leader di al Qaeda ricercato dagli Usa per gli attentati del 1998 contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania. Lo ha riferito la Cnn, citando fonti del Pentagono
Fonte: http://www.adnkronos.com |
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Martedì 23 gennaio 2007
IRAQ: AL ZAWAHIRI A BUSH, SE CI UCCIDETE VI UCCIDEREMO
A poche ore di distanza dall'imminente discorso di George W. Bush sullo Stato dell'Unione, il braccio destro di Osama bin Laden schernisce il presidente americano. In un video di oltre 14 minuti, denominato "La corretta equazione", analizzato dall'osservatorio sul terrorismo del centro di ricerca Site (www.siteinstitute.com) il medico egiziano Ayman al Zawahri fa riferimento al precedente annuncio di un aumento del numero di soldati in Iraq e promette che i miliziani islamisti iracheni faranno piazza pulita dei militari americani. "Perche' mandare solo 20.000 soldati", afferma con sarcasmo al Zawahri, "e non 50 o 100.000?. Sei consapevole che che i cani dell'Iraq hanno una gran voglia di far pasto con i corpi dei tuoi soldati?" Dopo aver chiarito che neanche l'Afghanistan e' stato sottratto ai talebani, al Zawahri precisa la "corretta equazione", rivolto a Bush: "Se noi siamo sicuri, tu potrai essere al sicuro; se siamo in salvo, potrai essere salvo. Se saremo colpiti e uccisi, voi -voglia Allah- sarete definitivamente colpiti e uccisi". (AGI)
Fonte: www.iltirreno.quotidianiespresso.it |
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